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Alessandro, un mix di inclinazioni “pop”

Una vita che è un mix tra cultura pop e mondo geek, ecco la storia del vincitore della sezione arti visive dell’Urban Bootcamp by tau-marin.

Quando arte e tecnologia si fondono creano un mix irresistibile. Alessandro Campagna, graphic designer e digital artist questo lo sa bene: ha, infatti, conquistato tutti con i colori e il tratto deciso della sua arte riuscendo nell’intento di racchiudere in una tavola l’anima degli spazzolini tau-marin.
La tutor della sezione arti visive Kre (Cristina Vardanega) e la giuria sono stati rapiti dai toni di colore e dalla vena pop ispirata alla cultura giapponese del suo lavoro. Tanto da decretarlo come uno dei vincitori dell’Urban Bootcamp.
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per conoscerlo meglio ed entrare nel suo mondo super colorato. Buona lettura!

"Lo skateboarding mi ha insegnato a dare il massimo in tutto quello che faccio e a non disperarmi davanti ai fallimenti. Mi ha insegnato anche la sana competizione e ha creato ricordi indimenticabili con persone fantastiche."

Ciao Alessandro, ci racconti qualcosa di te?

Ciao! Mi chiamo Alessandro Campagna, sono un ragazzo di 23 anni con una grande inclinazione per tutto ciò che è arte visiva, dal design alla pittura.
La mia attitudine alla cultura hip hop si è presto amalgamata all'arte del fumetto, ai videogiochi, al design e alla cultura giapponese, vengo costantemente influenzato da tutto ciò che proviene da questi mondi. Ormai fanno parte di me ogni giorno!

Parlaci della tua inclinazione per lo skateboarding. Quando e come è nata?

Mi sono appassionato allo skateboarding da piccolo con un mio amico d’infanzia: usavamo gli skate per scendere le discese nel nostro quartiere. Crescendo, abbiamo scoperto che potevamo fare molto di più: da allora abbiamo iniziato a portare la tavola ovunque con noi, provare nuovi trick, cercare nuovi spot. Passavamo intere giornate a cadere e riprovare. Lo skateboarding mi ha insegnato a dare il massimo in tutto quello che faccio e a non disperarmi davanti ai fallimenti. Mi ha insegnato anche la sana competizione e ha creato ricordi indimenticabili con persone fantastiche.

Oltre a essere skater, sei anche designer. E questa inclinazione quando e com’è nata?

Ho sempre avuto il desiderio e la necessità di trasformare le mie inclinazioni in qualcosa di più, o un lavoro o anche solo la possibilità di farmi conoscere: volevo trovare un territorio dove poter mostrare la mia personalità. Guardandomi intorno, gli ambienti dove mi sentivo più a mio agio erano per lo più due: l’arte visiva e la tecnologia; il metodo più efficace per unire questi due ambienti l’ho scoperto in fase di scelta del percorso di studi. Nel mondo del design, l'informatica e l’arte sono coesistenti e complementari, dunque la scelta era diventata ovvia. Una volta che ho mosso i primi passi in questo ambiente mi sono reso conto immediatamente di aver fatto la scelta giusta. Non mi sono guardato indietro nemmeno per un secondo. Il design è quel posto immaginario dove posso ritrovarmi, dove posso esprimermi a pieno e dove posso parlare a gran voce senza aprire bocca.

"Lo stile. Si vede che è stato disegnato con una forte impronta urban. Lo dicono le linee, i colori e anche il profilo delle setole: è uno spazzolino che vuole farsi notare. Poi anche la comodità, da quando mi è arrivato è diventato lo spazzolino che utilizzo tutti i giorni."

Com’è stato partecipare all’Urban Bootcamp?

Senza dubbio l'esperienza più stimolante nella mia "carriera" da designer. Non sono ancora riuscito a trasformare questa passione in lavoro e potermi confrontare con nuovi artisti era tutto ciò che desideravo: conoscere nuove visioni del mondo è ciò che mi spinge come essere umano e poter far vedere a mia volta cosa vedono i miei occhi mi ha riempito di energia per il futuro. Ho già aperto numerosi nuovi progetti subito dopo il contest.

Ci racconti qualcosa del tuo elaborato?

Il progetto è una grafica che si ispira alle stampe del periodo Edo giapponese. Queste stampe, però, avevano come soggetti prevalentemente la natura e le scene di vita quotidiana. Io ho scelto un samurai, prima di tutto per l'iconografia e la riconoscibilità di questa figura e secondo perché, prima di iniziare il lavoro, avevo già pensato di sostituire la katana con lo spazzolino. Dunque era il personaggio perfetto!
Il drago di dentifricio è venuto automatico dopo la spada con le setole. A differenza delle stampe sopracitate ho voluto usare colori provenienti da palette vapor wave, uno stile che mi contraddistingue in molti lavori. Con il ciano e il Magenta ho dato un tocco anni ‘80 e soprattutto una firma stilistica.

Dall’iscrizione alla conclusione, qual è la fase dell’Urban Bootcamp che più ti ha emozionato/emozionata?

Sicuramente la realizzazione. Non c'è niente di più soddisfacente di trovare un'idea e iniziare a realizzarla. Quando l'idea giusta arriva si capisce, lo si sente, è come una vibrazione inconfondibile e quando succede disegnare diventa come danzare per un ballerino, o suonare in live per una band, non c'è prezzo!

Cosa ti piace dello spazzolino Urban Edition tau-marin?

Lo stile. Si vede che è stato disegnato con una forte impronta urban. Lo dicono le linee, i colori e anche il profilo delle setole: è uno spazzolino che vuole farsi notare. Poi anche la comodità, da quando mi è arrivato è diventato lo spazzolino che utilizzo tutti i giorni.

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